Inquadramento storico
INQUADRAMENTO STORICO
ITALIA:
Tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento gli italiani si sono gradualmente aperti alle idee di libertà ed hanno conquistato con la lotta il diritto di essere un popolo libero ed indipendente.
Il 12 maggio 1797 Napoleone Bonaparte aveva deposto Ludovico Manin, l’ultimo doge veneziano, ponendo fine alla Repubblica di San Marco con l’intenzione di usare Venezia e le sue province come merce di scambio con l’Austria. Dopo il breve governo della “Municipalità Provvisoria” istituita dai francesi, il Bonaparte cede all’Austria il territorio della ex repubblica veneta con il trattato di Campoformido firmato il 17 ottobre 1797.
La prima metà del secolo XIX sarà segnata dalle guerre risorgimentali che hanno visto gli italiani impegnati nella lotta di liberazione dall’occupazione straniera, che porterà finalmente, dopo decenni di scontri e delusioni, alla proclamazione del Regno d’Italia nel 1861 e alla cacciata degli austriaci dalle terre venete nel 1866.
SLOVENIA:
La dominazione austriaca in Slovenia ristabilita nel 1814 reintrodusse il sistema feudale e fece in modo di sopprimere ogni forma di movimento nazionalistico anche se il processo di cambiamento era già avviato
Il periodo conosciuto come Nazionalismo Romantico (1814 – 1848) fu caratterizzato da un’intensa attività letteraria e culturale ed ebbe il suo culmine nella promulgazione del primo programma politico sloveno. In questo periodo la scena letteraria fu dominata da France Prešeren (autore di quello che oggi è l’inno nazionale sloveno), i cui versi, fitti di rivendicazioni progressiste, conquistarono il cuore della nazione. Nel 1848 un gruppo di intellettuali sloveni elaborò il primo programma politico nazionale denominato “Zedinjena Slovenija” (Slovenia Unita), che mirava essenzialmente all’unificazione di tutte le regioni storiche slovene in una federazione che, pur facendo parte del regno austriaco, godesse di una certa autonomia. Il documento chiedeva inoltre che nelle scuole venisse usata la lingua slovena e che fosse istituita un’università locale. Tali rivendicazioni furono tuttavia respinte perché la loro accettazione avrebbe comportato la totale riorganizzazione dell’impero austriaco su base etnica.