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Introduzione

Due percorsi che vogliono suggerire un modo nuovo di conoscere e scoprire i luoghi delle narrazioni ed il senso profondo dell’esistenza, che è simile per chi condivide gli stessi valori.

Due terre separate da lingue, tradizioni, abitudini e da un confine che fino a pochi anni fa divideva popoli accomunati per secoli da numerose affinità. Due autori coevi, uno italiano e uno sloveno, che hanno vissuto esperienze e sentimenti simili, che hanno saputo descrivere con arte l’amore per la propria terra. Due destini tanto uguali da dimostrare e sottolineare un’inequivocabile appartenenza comune, quella europea.

I due autori, quasi contemporanei, hanno diversi elementi biografici in comune. Prima di tutto si nota come per entrambi il destino non sia stato benevolo, sottraendoli precocemente alla vita. Jurčič muore infatti a soli 37 anni di tisi. Il Nievo trentenne non fa ritorno invece dal suo imbarco. Entrambi gli autori condividono la presenza della figura del nonno nelle dinamiche familiari. Per entrambi rappresenta una pregnante figura di riferimento emotivo e culturale. E’ vero infatti che essi dedicano al nonno una delle loro opere: così farà Jurčič nel 1863 con Ricordi del nonno e Nievo che dedicò i primi componimenti poetici al nonno materno Carlo Marin.

Entrambi gli autori provengono da zone di campagna costituite da modesti agglomerati di case rurali, su cui domina un castello, che permea i loro scritti. Per entrambi è questo il mondo da raccontare, descrivere e valorizzare. Dai loro libri possiamo trarre dettagliate ed emozionanti descrizioni degli scenari di vita dell’epoca. Muovendoci, utilizzando come guide i loro testi, possiamo spaziare lungo un corso d’acqua: i fiumi della bassa pianura tra Veneto e Friuli per l’itinerario nieviano e il fiume Krka nella terra di Jurčič

Ad accomunare ulteriormente questi due autori sono anche l’esperienza giornalistica e l’ adesione agli eventi storici del proprio tempo.

Preziosi ed utili sono i riferimenti al territorio, che non si basano solo sulla descrizione oggettiva ma si arricchiscono dell’apporto personale, della personale percezione di quegli ambienti, connessa ad un sottofondo culturale.

La lettura sentimentale del paesaggio da parte degli autori, dovuta ad un attaccamento ad una terra ricca di ricordi e suggestioni personali, non ha mai avviato un processo di trasfigurazione del reale. La componente soggettiva in Nievo e in Jurčič non ha compromesso la rappresentazione realistica del paesaggio.


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